Dopo che ad opera dei
siracusani venne distrutta Mozia (378 a. C.),
colonia fenicia sul golfo dello Stagnone, un 'altra base
navale, Lilibeo, stabilita poco più a Sud della prima, sul
promontorio omonimo, si affermò come attivo centro
commerciale e divenne poi uno dei principali obiettivi della
guerra tra Cartagine e Roma, la quale se ne impadronì dopo
la vittoria navale delle Egadi che concluse la prima guerra
punica (241 a. C.), facendone una importante base navale.
Decaduta con l'impero, venne devastata dai vandali (sec. VI)
e passò in seguito agli arabi che, per la sua posizione
strategica, la chiamarono Marsa Ali (Porto di Ali) da cui il
nome attuale. Sotto la loro dominazione, come sotto quelle
successive normanna, sveva, agioina, aragonese, mantenne
ancora qualche importanza commerciale, a proteggere la quale
contro le incursioni barbaresche, Carlo V la munì di un
castello e di opere di difesa.
Nuovo impulso commerciale
le venne dopo il 1773 quando l'inglese Giovanni
Woodhouse
iniziò la lavorazione industriale dei pregiati
vini locali,
seguito da altri animosi precursori che crearono una
fiorente industria enologica. Fra essi, nel 1832, il
calabrese Vincenzo Florio che, oltre agli stabilimenti di
Marsala e di Palermo, diede vita, per il trasporto dei
prodotti via mare, ad una società di navigazione, che il
figlio Ignazio avrebbe, nel 1865 fuso con la società
genovese di Raffaele Rubattino, creando la gloriosa
Navigazione Generale Italiana.
Scelta da
Giuseppe
Garibaldi come scalo della sua spedizione liberatrice, l'11
maggio 1860 Marsala vedeva sbarcare le falangi dei
Mille e
dare inizio alla marcia leggendaria che doveva metter fine
al regno borbonico delle Due Sicilie.